Un’esperienza riservata solo a te e al tuo gruppo, senza partecipanti esterni
Viaggia in autonomia seguendo tracce, mappe e informazioni fornite dal nostro team

Tra borghi medievali, colline minerarie e antiche sorgenti: un viaggio nel cuore autentico della Maremma Toscana.
783 chilometri. 15 giorni. Una provincia intera da attraversare in sella a una bicicletta.
Il GranDe Tour della Maremma è un anello cicloturistico che percorre la provincia di Grosseto da cima a fondo: dalla costa alle Colline Metallifere, dall’Amiata al tufo di Pitigliano, fino all’Argentario e all’Isola del Giglio. Ogni giorno il paesaggio cambia completamente e con lui i profumi, i colori, la texture della terra sotto le ruote.
Questo tour è Ideale per bici gravel o trekking, muscolari o elettriche dal momento che il percorso privilegia strade secondarie asfaltate a basso traffico e qualche strada bianca: niente autostrade, niente caos. Una pedalata fluida, a contatto diretto con il territorio, che unisce sport, cultura e paesaggio senza che nessuno dei tre prevarichi sugli altri.
Questa non è la Toscana che ci si aspetta. Ed è esattamente questo il punto.

Arrivo in autonomia · sistemazione in hotel
Il nostro GranDe tour della Maremma inizia dalla città che è punto di partenza e di arrivo del tour.
Dopo aver posato i bagagli in hotel una passeggiata tra i vicoli del centro è d’obbligo.
Respirerai un’aria calma e rilassata, con un ritmo lontano da quello delle grandi città.

Prima di partire dal centro storico di Grosseto ti consigliamo una visita alle Mura Medicee, un corridoio verde, completamente pedonale, che abbraccia la parte più antica della città. Prima di partire una passeggiata qui è quasi d’obbligo.
E poi si sale in sella.
Prima di lasciare la pianura, facciamo una sosta a Roselle: qui cammineremo tra i resti di una città prima etrusca e poi romana. Un piccolo viaggio indietro nel tempo che continua con Vetulonia.
La salita verso Vetulonia è il primo vero banco di prova per le gambe. In cima, un piccolo borgo di poco più di cento abitanti ti accoglierà, ma ti basterà poco per capire che questo luogo offre molto più di una splendida vista sul mare (come Roselle, Vetulonia fu una delle città-stato più potenti dell’Etruria antica). La discesa ti riporta a livello del mare attraverso la Riserva Naturale Diaccia Botrona, dove i fenicotteri si muovono lenti nelle acque basse. La giornata si chiude a Castiglione della Pescaia.

C’è una spiaggia in Toscana dove la sabbia suona come un violino. Non è una leggenda: si chiama Cala Violina ed è proprio la terza tappa. Arriveremo in bici lungo una strada immersa nella macchia mediterranea; la stessa che percorrevano i soldati del Granduca nel Cinquecento, che proprio per questo si chiama Via dei Cavalleggeri.
55 chilometri con il profumo del rosmarino e del sale che si mescolano via via che ci si avvicina al mare, fino a Cala Violina, una delle spiagge più famose della Toscana. Un’esperienza sensoriale unica prima di rientrare.

Si lascia il mare alle spalle e si sale verso l’interno. Prima del gran finale, una sosta che vale tutto il percorso: il Lago dell’Accesa, dove potrai nuotare e riposarti. Anche qui, a due passi dal lago, potrai esplorare resti etruschi. L’area archeologica è ad accesso libero.
Da qui poi è il momento di dirigersi verso la fine della giornata: a Massa Marittima. Un borgo unico dove Piazza Garibaldi e il Duomo con la sua iconica scalinata si aprono all’improvviso dopo la salita regalandoci uno di quei momenti che non si dimentica e che le foto non possono raccontare.

In questa quinta tappa arriveremo in un luogo in cui la terra respira. Il Parco Naturale delle Biancane, alle porte di Monterotondo Marittimo, è un paesaggio che non assomiglia a niente di quello visto finora: fumi bianchi che salgono dal suolo, pozze di fango che ribollono, un odore di zolfo che taglia l’aria. Geotermia allo stato puro.
Questo posto è talmente particolare che viene chiamato anche l’Islanda della Maremma. Da non perdere il Museo Mubia e, sulla via del ritorno Monterotondo Marittimo: un borgo alimentato completamente con energia geotermica.

64 chilometri, quasi 1.200 metri di dislivello: il tipo di giornata in bici che si ricorda per anni. Pedaleremo verso borghi che il turismo di massa non ha ancora toccato. Prata è uno di questi: un villaggio piccolo e silenzioso, legato alla storia di Pia de’ Tolomei, sì proprio la Pia che Dante Alighieri città nel Purgatorio con una delle terzine più celebri della Commedia.
Da Prata passiamo a Tatti, un borgo in cui passeggiando per vicoli e stradine ci sembrerà di tornare indietro fino al periodo Medievale.
Roccatederighi si apre con un panorama sulla Maremma che da solo vale la salita. Poi Casal di Pari: qui è nato Aurelio Galleppini, l’uomo che ha dato un volto a Tex Willer (famoso protagonista della collana di fumetti Tex). Un borgo di poche case che ha cambiato l’immaginario western di milioni di lettori italiani. La nostra giornata finisce a Pari, affacciato sulle valli del Farma e dell’Ombrone.

La giornata inizia in discesa, verso le Terme di Petriolo. L’acqua sulfurea a 43°C, perfetta per un bagno, scorre fino a sgorgare nel fiume Farma.Il percorso attraversa poi Paganico, borgo murato con il Cassero Senese ancora perfettamente leggibile nella pietra. La tappa culmina a Campagnatico, su un’altura che domina la valle — un borgo che Dante ha citato nel Purgatorio, a riprova che certe cose rimangono.

Si comincia a salire verso l’Amiata. Prima, però, si attraversa Cinigiano: siamo nel cuore della Terra del Montecucco, uno dei tre vini che definiscono la Maremma, tutti con base Sangiovese. Poi Monticello Amiata e Arcidosso, dove ancora rimane il mito di Davide Lazzaretti, un profeta che a fine Ottocento riuscì a radunare intorno a sè migliaia di seguaci, fondando l’ordine spirituale dei Giurisdavidici.
La tappa finisce a Santa Fiora, borgo medievale costruito attorno a una peschiera alimentata dalle sorgenti del fiume Fiora. Da non perdere proprio vicino alla Peschiera la Chiesa della Madonna della Neve, in cui potrai vedere le acque scorrere proprio sotto al pavimento della chiesa. All’interno della Pieve delle Sante Flora e Lucilla, dove potrai ammirare le meravigliose Robbiane, le terracotte invetriate di Della Robbia.

La tappa più alta di tutto il tour: 1.531 metri di salita cumulata su 44 chilometri. La salita alla vetta del Monte Amiata — vulcano spento — è impegnativa. Quello che si trova in cima è una vista incredibile: Grosseto, il mare, e il Lazio tutto insieme. Ogni metro di salita è ripagato dal panorama e dalla quiete.
Il percorso prosegue verso Merigar, uno dei centri internazionali più importanti per il Buddhismo Tibetano in Europa, incastonato tra i boschi dell’Amiata. Poi Monte Labbro, dove la Torre Giurisdavidica di David Lazzaretti segna ancora il cielo.

Dalla montagna di fuoco si scende in quella che è conosciuta come Area del Tufo. Il paesaggio cambia completamente: colori, odori e addirittura la tipologia di rocce.
Il percorso porta a Sorano costruita su un promontorio di tufo come Matera e proprio per questo conosciuta come la Matera della Maremma. E poi le Vie Cave: corridoi scavati a mano dagli Etruschi nel tufo, fino a dieci metri di profondità, che collegavano i centri abitati come arterie nascoste sotto la campagna.
La tappa finisce a Pitigliano, la Piccola Gerusalemme — un borgo costruito su una rupe di tufo che sembra emergere dalla terra. Per secoli ha ospitato una delle comunità ebraiche più radicate della Toscana: sinagoghe, forni per il pane azzimo, pozzi rituali ancora visitabili.

Da Pitigliano si passa per Sovana, uno dei Borghi più belli d’Italia: con la sua iconica Piazza del Pretorio. Sì, una passeggiata qui è d’obbligo.
Poi si sale di nuovo in sella e prima di raggiungere le Cascate del Mulino arriviamo al Muro del Pirata dedicata al campione internazionale di ciclismo Marco Pantani, che era solito allenarsi proprio in questa zona.
Dopo il Muro arriviamo le Cascate del Mulino alle Terme di Saturnia: le acque a 37°C che scendono su una serie di vasche naturali nella roccia. Ci si ferma, ci si immerge. La tappa finisce a Montemerano, borgo medievale a forma di cuore, ideale per chi ama i borghi sospesi nel tempo.

Una tappa che cambia continuamente faccia. Attraversiamo Manciano soprannominata la Spia della Maremma, per il suo panorama che abbraccia grn parte dell’orizzonte, e poi arriviamo Capalbio, conosciuta anche come la piccola Atene, con il suo delizioso centro storico e l’imperdibile passeggiata tra le mura.
Lungo il percorso potrai vedere enormi sculture colorate emergere nella macchia mediterranea. Sono le sculture del il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle, un luogo magico che ricorda un po’ un Parc Guell italiano, con la differenza che qui le sculture sono ispirate ai tarocchi.
Continuando a pedalare troviamo l’Oasi del Lago di Burano, la prima oasi gestita dal WWF nata in Italia. Si pedala ancora verso le rovine della città romana di Cosa prima di arrivare a costeggiare la Laguna di Orbetello, dove i fenicotteri rosa tornano a fare compagnia.

L’Argentario non è un promontorio qualunque. La strada panoramica che lo percorre corre sul bordo tra il mare e il cielo: a sinistra le isole dell’Arcipelago Toscano, a destra le lagune. Pedaliamo con il vento in faccia e la sensazione di essere nel posto giusto.
Il percorso porta a Porto Ercole, borgo marinaro costruito quando qui comandavano gli Spagnoli. In questa cittadina, nel luglio del 1610, è morto il famosissimo pittore Caravaggio. Dopo Porto Ercole si prosegue verso Porto Santo Stefano per poi rientrare a Orbetello.

Il 14 giorno ci porta all’Isola del Giglio con partenza da Porto Santo Stefano. Una volta raggiunta l’isola cominciamo subito la salita verso Giglio Castello: il borgo medievale arroccato in cima all’isola, con i vicoli stretti e i panorami che abbracciano il mare in ogni direzione. 940 metri di salita cumulata su 44 chilometri su un’isola non lasciano spazio ai compromessi, ma quello che si trova in cima vale ogni tornante.
Il percorso scende poi verso il Faro di Capel Rosso, sulla punta meridionale: scogliere a picco sul mare, nessun rumore se non il vento e le onde. Prima di tornare al porto, una pausa alla Spiaggia delle Cannelle.

Una delle transizioni più nette di tutto il viaggio: si lascia il blu del mare e si sale verso il verde delle colline del Morellino. La salita è costante, le viste sull’Argentario crescono a ogni tornante. Lungo il percorso si incontrano le mura di Magliano in Toscana, meravigliose e ancora intatte, e poi le rovine dell’Abbazia di San Bruzio, dove si dice che dimori il destino. La tappa si conclude a Scansano, capitale del Morellino di Scansano: un vino che affonda le sue origini fin dal tempo degli Etruschi.

L’ultimo giorno inizia con una discesa verso il mare. Dalle colline del Morellino si scende verso Talamone, borgo sul mare legato a Garibaldi: fu qui che i Mille si fermarono a caricare armi e munizioni prima di sbarcare in Sicilia.
Il percorso costeggia il Parco Naturale della Maremma — pinete, macchia, spiagge senza ombrelloni, dove la fauna continua a vivere indisturbata e protetta. L’ultimo tratto scorre lungo la pista ciclabile sul fiume Ombrone, finché Grosseto non torna a farsi vedere con le sue Mura Medicee. L’anello si chiude.
a partire da
| Nome servizio | Prezzo |
|---|---|
| Noleggio E-bike mod. MTB front (15 gg) | 860,00 € |
| E-bike rental, MTB Full model (15 gg) | 1.080,00 € |
| Noleggio E-bike mod. MTB Full (15 gg) | 750,00 € |
| Noleggio E-Gravel (15 gg) | 1.080,00 € |
| Notte aggiuntiva a Grosseto (doppia, BB) | 120,00 € |
| Supplemento camera singola | 1.300,00 € |
da
da
su richiesta